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Racconto di una visita al Museo di Arte Contemporanea della Fondazione Serralves

Il Museo di Arte Contemporanea di Oporto, progettato da Álvaro Siza per la Fondazione Serralves, si presenta come un organismo adagiato sul paesaggio, insieme casa e città ospitale. Il rapporto con il parco esistente, l’utilizzo di luce e ombra, lo studio degli elementi effimeri e gli spazi flessibili racchiusi da un guscio bianco plastico sono le chiavi di lettura di un organismo complesso.

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Il progetto si inserisce all’interno della Quinta de Serralves, uno dei più importanti parchi della città portoghese. Si tratta di un giardino che incorpora una successione di spazi verdi ben delineati e una casa art decò costruita negli anni Trenta, sede della Fondazione. Allo scopo di introdurre il museo in un sistema verde esistente senza modificarne l’aspetto, vengono annessi tre ettari di paesaggio da un vicino frutteto, che viene connesso da Siza attraverso lo studio attento dei percorsi. Grazie a questa scelta l’organismo prende la propria forza scultorea proprio dal rapporto con il paesaggio che colma la vista dell’esterno e indirizza quella dall’interno.

“Credo che un museo debba avere un proprio carattere ed essere legato all’ambiente in cui si trova. Deve anche essere in grado di ospitare
quasi tutto.” (Intervista ad Álvaro Siza per “Álvaro Siza – Complete Works 1952-2013”)

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Il progetto si sviluppa su un programma funzionale incerto che permette ad Álvaro Siza di pensare quest’architettura come un oggetto flessibile. Questa caratteristica permette alla Fondazione Serralves, che non ha una collezione molto ricca, di ospitare mostre temporanee che si susseguono animando gli spazi del museo in maniera sempre differente. Così si spiega anche il bianco delle superfici che come una tela si dipingono, ora attraverso la luce che penetra da uno degli occhi sul paesaggio, ora dall’opera d’arte che in questo modo si stacca con forza dallo sfondo.
Tutto l’organismo è pensato come un elemento pulito, semplice, quasi uno sfondo orientato, proprio per poter ospitare qualsiasi tipo di oggetto.

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I diversi ambienti del museo si rincorrono attorno a un atrio centrale a doppia altezza illuminato con un grande lucernario. L’organismo ospita funzioni pubbliche (un ristorante, un bar, una biblioteca e un auditorio) e di due percorsi museali principali, più alcune sale per esposizioni temporanee.
Il tutto è racchiuso in una pianta a semi corte che in alcuni punti si frammenta. Attraverso sapienti rotazioni e scivolamenti crea linee che guidano lo sguardo del visitatore.

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Già all’ingresso tutto è chiaro. La luce fredda del paesaggio Atlantico è la matita che disegna le forme semplici e raffinate di questa architettura. Negli spazi pubblici arriva da grandi vetrate che guardano al parco. Nelle sale espositive casca dall’alto invadendo gli ambienti in due modi: diretta attraverso grandi lucernari o schermata da snelle lastre di cemento. Queste sembrano librarsi al di sotto del soffitto creando sottili lingue di luce nella penombra.

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A completare la semplice complessità di questa architettura lo studio degli “elementi effimeri” che, attraverso una plasticità morbida che caratterizza la poetica di Siza, completano l’opera. Dettagli che segnano lo spazio in maniera chiara e puntuale. Piccoli cilindri d’acciaio muovono grandi porte che a loro volta tagliano le superfici di cemento bianco con piani in marmo. Eleganti caratteri applicati alle pareti indicano le direzioni dei diversi ambienti. Leggeri corrimani accompagnano le differenze di quota.

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Come ci ricorda W.J.R. Curtis, le migliori architetture di Álvaro Siza sono “superfici di spazio e di luce inserite nel contesto locale. Restare al livello delle loro forme esteriori o dei loro tratti stilistici significa rischiare di smarrire il carattere distintivo di vita e
movimento.” (Álvaro Siza – Opere e Progetti, William J.R. Curtis)
È proprio questa la sensazione che lascia ai nostri occhi la visita al Museo Serralves. Non è la forma la forza di questa architettura, ma la capacità di accogliere le azioni dell’uomo e di indirizzarne le traiettorie attraverso linee sul paesaggio che disegnano l’immagine dell’edificio.

 

Francesco Nicolini

 

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Testo ed immagini a cura di Francesco Nicolini

 

BIBLIOGRAFIA

Philip Jodidio, Álvaro Siza – Complete Works 1952-2013,  Taschen

Álvaro Siza – Opere e progetti, a cura di Pedro de Llano e Carlos Castanheira, Electa

Alvaro Siza, Álvaro Siza – Expor on Display,  Museu Serralves

Kenneth Frampton, Álvaro Siza – Tutte le opere, Electa

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